Centro Reiki tradizionale giapponese Sardegna

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Reiki: Il significato dell’ideogramma.

l’ideogramma del reiki, come in genere gli ideogrammi giapponesi raccontano un contenuto non una parola…. quindi ogni pittogramma che compone Reiki ha il suo significato e insieme agli altri compone la storia quindi il suo significato.La comprensione del significato di Reiki può avvenire anche grazie alla “lettura” del suo ideogramma.La calligrafia giapponese si esprime attraverso gli ideogrammi, che sono base e fondamento della pittura.1: il primo rappresenta il cielo limpido, l’energia che diventa materia, la nascita, la creazione, la formazione del cielo L’inizio…(2: il secondo una nuvola carica allo stato gassoso, quindi l’energia che si addensa allo stato gassoso manifestandosi. (3: Le nuvole cariche lasciano cadere la pioggia, la volontà del cielo è simbolo di riceve ciò che viene dall’alto per il nutrimento della terra e della vita. (4: le tre bocche rappresentano delle anfore che raccolgono ciò che discende dal cielo.. contatto con il cielo ( Uno) “il tre per i taosti rappresenta la dinamica della creazione ( Fonte: ritorno alle fonti Gendai) le tre bocche si aprono alla meraviglia della vita IL dono del cielo E finalmente gli uomini, grati per i doni ricevuti dal Cielo, si riuniscono nel tempio e offrono il sacrificio del servizio. Nell’unità avviene il vero incontro con il proprio sacro spazio interiore. E’ l’iniziazione, il sentirsi parte del grande disegno universale d’Amore. L’integrazione di Sé, l’individuazione, la realizzazione.6)Anche nel logogramma KI si ripropone la sequenza del cielo, delle nuvole e dell’acqua che questa volta scende ed evapora, tornando al cielo.Quindi lo scopo o l’intenzione finale è nel ritornare alla fonte cioè all’uno..Questo segno rappresenta un chicco di riso che si trova al centro del nostro essere, e simboleggiare l’essenza Divina dell’uomo il suo vero nutrimento, il seme è nato grazie alle nuvole, alla pioggia, all’energia del sole, alla luce, e nutre cosi la nostra vera essenza.Ho[metaslider id=100]

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病前 靈感 法 Byosen Reikan-ho


Alcuni cenni sulla pratica
病前 靈感 法 – Byosen Reikan-ho

Inamoto Sensei: spiegazione del metodo di secondo livello, il cui scopo è smuovere la circolazione del sangue, uno dei pilastri del Reiki tradizionale giapponese ovvero chiamato Zenshin Ketsueki kokan ho

Il termine Hibiki significa letteralmente qualcosa come “sensazione energetica di “malattia o disturbo”.
La maggior parte dei praticanti di Reiki ha probabilmente familiarità con le sensazioni ma potrebbe non essere consapevole di quale significato hanno nel trattamento.

Queste sensazioni vengono chiamate in giapponese Hibiki.
Le sensazioni percepite tramite le mani che variano dal calore al formicolio, freddo, dolore o simili indicano uno disequilibrio in un dato punto del corpo energetico del ricevente. Byosen è un indicazione dell’area del sintomo in cui la mano del praticante percepisce Hibiki.
Per capire meglio, quando pratichiamo, le nostre mani hanno una percezione tipo, ma delle volte la sensazione tipo cambia, sia di intensità che di percezione tipo. La pratica può essere eseguita con una scansione con le mani lungo tutto il corpo del ricevente, oppure anche durante lo stesso trattamento in alcuni punti si può rilevare l’hibiki, e dove c’è hibiki li c’è Byosen.
Per capire meglio questa tecnica faremo riferimento a due insegnanti internazionali.

Frank Arjava Petter scrisse ampiamente su byosen, e lo definì il “Core of Reiki” (p. 190). In questo libro, Petter ha anche identificato e descritto in dettaglio i cinque livelli dei presunti, come sperimentato dal praticante. Sono presentati qui in ordine di intensità crescente. La maggior parte dei professionisti ha probabilmente familiarità con le sensazioni ma potrebbe non essere consapevole del loro significato durante il trattamento.
1) Calore (primo livello) – Il livello di calore si presenta più alto di quanto normalmente durante un trattamento Reiki. Questo livello indica un certo accumulo di tossine.
2) Forte calore (secondo livello): il calore percepito dal medico può diventare scomodo e i palmi possono iniziare a sudare. Ciò indica una maggiore concentrazione di tossine.
3) Formicolio (terzo livello) – Questo può essere avvertito come una sensazione di “spilli e aghi” o una sensazione ronzante nelle mani. Può anche manifestarsi come intorpidimento o sensazione di “tirare”. Questo livello indica un livello più grave di accumulo tossico.
4) Palpitante, freddo (quarto livello) – Il praticante può provare questo livello come una sensazione pulsante nelle mani, che può anche diventare scomoda. La manifestazione di freddezza, nonché forti pulsazioni, segnalano che la parte interessata contiene un sostanziale accumulo di energia tossica, forse a causa di un’infezione o di un problema irrisolto da lungo tempo.
5) Dolore (quinto livello) – Si riferisce al dolore sentito nelle mani, e talvolta in altre aree, del praticante. Il dolore può essere limitato alla punta delle dita o alle dita. Tuttavia, può anche manifestarsi in tutta la mano, il polso e il braccio fino alla spalla. Questo è, ovviamente, il livello più grave di morti. Quando il terapeuta avverte dolore, è necessario mantenere la posizione della mano e incanalare Reiki fino a quando il dolore non si attenua o scompare, il che indica una diminuzione del decesso. La presenza di dolore è un segnale energetico e non rappresenta una minaccia per la salute del medico. Ricorda che “Reiki è una strada a senso unico” (Petter, p. 194). Nella mia pratica, ho provato molte volte la sensazione di dolore durante un trattamento e sono sempre grato per questo segno inconfondibile.
La capacità di rilevare, riconoscere e identificare i minori e i suoi livelli è un grande vantaggio per il professionista e gli individui serviti. C’è molto da imparare sul valore di byosen in una sessione di Reiki; la sua grandezza supera di gran lunga lo scopo di questo articolo. Tuttavia, il libro di Petter è una risorsa preziosa per coloro che desiderano approfondire la propria conoscenza di questo argomento ed è altamente raccomandato.
In conclusione, la scansione prescelta occupa un ruolo fondamentale nella sessione di Reiki, ed è necessario che ogni praticante di Reiki acquisisca esperienza e familiarità con questo straordinario strumento. La sua capacità di trasmettere informazioni energetiche durante il trattamento è davvero un dono. E, sebbene sappiamo che, nella sua infinita saggezza, il Reiki fornisce la guarigione più necessaria all’individuo, la presenza di un professionista percettivo e competente crea un concerto armonioso di guarigione per il beneficio ottimale del ricevente.


Quando c’è un blocco di energia vitale o un disturbo nella salute, ci sono sempre meno onde (onde negative) nell’area causale.
Si chiamano “Byosen” e la tecnica per rilevare Byosen nelle mani si chiama “Byosen Reikan Ho”. E “hibiki” è una sensazione nei palmi delle mani quando viene rilevato Byosen. Questi possono includere una varietà di sensazioni come calore, freddo, dolore, intorpidimento (formicolio) e simili che variano da guaritore a guaritore. Hibiki si verifica nel punto della causa della malattia, non nell’area dei sintomi. Ad esempio, nel caso di un mal di testa “hibiki” si verifica sulla testa se la causa si trova nel cervello, ma non ci sarà “hibiki” sulla testa se la causa si trova in un organo interno.
Inoltre, se esiste una causa, ci sarà “hibiki” anche prima che compaia un sintomo della malattia. Anche dopo che un medico ha dichiarato “una guarigione completa” c’è un’alta probabilità di ricaduta mentre rimane “hibiki”. È necessario sbarazzarsene (hibiki) affinché avvenga un recupero completo. ( Tratto da un intervista di William lee Rand ad Hiroshi Doi )

 

https://www.komyoreikiiglesias.it/386-2/

In fine possiamo dire che il 病前 靈感 法 Byosen Reikan-ho può essere individuato come una tra le più importanti pratiche relative allo sviluppo della sensibilità e percezione dei disequilibri energetici per i praticanti di Reiki.
Il Byosen è una delle pratiche fondamentali distintiva interna allaUsui Reiki Ryoho Gakkai
Questo metodo viene trasmesso già dal primo livello negli stili di Reiki tradizionale giapponese

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La vera salute, nella pratica Reiki, viene ripristinata quando mente, corpo e spirito sono in equilibrio e lavorano insieme in armonia.”

 

 

 

 

C.P

 

 

 

 

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La pratica Reiki




La pratica Reiki può essere definita un «lavoro su di sé», una coltivazione della mente e del corpo, una
tecnica per elevare la propria coscienza, un addestramento della sensibilità, una disciplina che si pone
innanzitutto due obiettivi: l’acquisizione di un maggior grado di consapevolezza e il recupero del senso dell’essere precedentemente oscurato dalle vicissitudini della vita.
Per farvi un esempio prendiamo spunto da un famoso Koan Zen:




“Qual era il tuo volto prima di nascere?” Questo koan Zen, ossia qual era il senso originale dell’essere, la gioiosa sensazione di esistere, che è collegata al fatto stesso di stare al mondo e che viene oscurata dalle mille preoccupazioni e dalle attività materiali e mentali dell’uomo adulto?”




Dal sunto di questo Koan si evince che la pratica Reiki ha come direzione il recupero di questa «sensazione di piacevolezza», questo sentimento di essere “a proprio agio” qui e ora, di essere parte integrante del tutto, di trovarsi a casa propria (e non in un luogo straniero.
Questo è uno dei compiti fondamentali, lo scopo della disciplina del Reiki, che mi piace definire.. strumento di felicità.
C.P https://www.komyoreikiiglesias.it/tecnica-apprendimento-reiki/
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Corsi Komyo Reiki e Gendai Reiki su richiesta

Tutto ciò che so, e che in coscienza trasmetto con il Reiki è frutto di anni di studio e approfondimento sia teorico che pratico, unito ad un continuo allenamento, anche nella condivisione con gli altri.
Oggi Reiki è la mia direzione, migliorare giorno dopo giorno, e, allo stesso tempo, aiutare gli altri a risollevarsi, e migliorare la propria vita, con l’utilizzo consapevole di questa meravigliosa disciplina.
Generalmente i nostri corsi sono fatti su richiesta, in questi link trovate come contattarci: https://www.komyoreikiiglesias.it/contatti/ https://www.facebook.com/centroreikisardegna/?ref=pages_you_manage

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Perché recitare i cinque principi reiki in giapponese?

Perché recitare i cinque principi in giapponese?
Perché è bene conservare con le caratteristiche originali con cui sono stati appositamente concepiti, abbracciamo anche una impostazione filosofica, un tipo di concezione della vita che quei suoni veicolano.
Per fare un esempio, forse più comprensibile: se pratichiamo lo Yoga non stiamo semplicemente facendo ginnastica, anche se la nostra ginnastica occidentale ha in parte gli stessi effetti e obiettivi. Facendo Yoga abbracciamo anche un particolare punto di vista che coinvolge una trasformazione del nostro modo di porci verso l’esistenza. Non servirebbe “tradurre” lo Yoga in una forma ginnica occidentale, come non vale l’obiezione: “esistono tante forme di ginnastica o di sport in occidente, perché andare a scegliersi una pratica giapponese?” Evidentemente si sceglie quello che si ritiene di poter condividere e che si sente che ci fa bene..
Se ci pensate ogni lingua ha la sua massima risonanza se espressa in modo originale, ad esempio le barzellette fanno ridere solo se vengono raccontate in dialetto, non è vero?

Shofuku no Hiho –  Il metodo segreto per invitare la felicità
Mabyo no Reiaku– la medicina miracolosa per curare tutte le malattie.

(kyo dakewa) Solo Oggi

(Ikaruna) Non Arrabbiarti

(Shinpai suna) Non Preoccuparti

(Kansha shite) Con Gratitudine

(Gyo wo hageme) Lavora diligentemente
( Hito ni shinsetsu ni) Sii gentile con gli altri


https://www.komyoreikiiglesias.it/corsi-komyo-reiki-e-gendai-reiki-su-richiesta/

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