Centro Reiki tradizionale giapponese Sardegna

Centro Reiki tradizionale giapponese Sardegna

Cos’è un Reiju o armonizzazione

Cos’è un Reiju?

Il termine giapponese令呪 –   Reiju  si compone con due ideogrammi diversi e può quindi   significare: Dare e ricevere  spiritualità, oppure benedizione spirituale.

In altre parole il 令呪-  Reiju è il metodo con il quale l’insegnante comunica, ad un livello sottile+* ( energetico ), l’abilità innata di trasmettere, con le mani, l’energia Reiki.

Quando un insegnante di Reiki dona un– Reiju ad uno studente, alza il suo livello energetico.
La sua frequenza vibrazionale risuona con quella dell’Energia Universale ed avviene un contatto che risveglia la sua coscienza, la quale apre i canali del corpo per lasciar fluire l’Energia esterna.

A differenza di quanto accade nel Reiki occidentale per cui le “attivazioni” vengono conferite all’allievo solo durante i Seminari, nel Reiki Tradizionale Giapponese le attivazioni 令呪  Reiju vengono date il più spesso possibile. Quindi al di là delle attivazioni ai livelli, lo studente riceve settimanalmente un Reiju che è un piccolo potenziamento energetico che incrementa le sue capacità di ‘sentire’ l’energia.
L’aspetto della sensibilizzazione all’energia di Reiki è molto importante nella scuola tradizionale di Usui ( la Gakkai ) in quanto più è alta e più l’operatore sarà in grado di sensibilizzarsi all’energia e percepire anche negli altri ( Byosen ) attraverso specifiche tecniche di scansione energetica della persona che riceve il trattamento.
( * Per sottile s’intende “trasferimento di energia Reiki )

Il significato dell’ideogramma del Reiki

Il significato dell’ideogramma del Reiki

l’ideogramma del reiki, come in genere gli ideogrammi giapponesi raccontano un contenuto non una parola…. quindi ogni pittogramma che compone Reiki ha il suo significato e insieme agli altri compone la storia quindi il suo significato. La comprensione del significato di Reiki può avvenire anche grazie alla “lettura” del suo ideogramma. La calligrafia giapponese si esprime attraverso gli ideogrammi, che sono base e fondamento della pittura.
1 ) il primo rappresenta il cielo limpido, l’energia che diventa materia, la nascita, la creazione, la formazione del cielo L’inizio…

2 ) il secondo una nuvola carica allo stato gassoso, quindi l’energia che si addensa allo stato gassoso manifestandosi.

3 ) Le nuvole cariche lasciano cadere la pioggia, la volontà del cielo è simbolo di riceve ciò che viene dall’alto per il nutrimento della terra e della vita.

4 ) le tre bocche rappresentano delle anfore che raccolgono ciò che discende dal cielo.. contatto con il cielo ( Uno) “il tre per i i taosti rappresenta la dinamica della creazione ( Fonte: ritorno alle fonti – una strada per la felicità),  le tre bocche si aprono alla meraviglia della vita IL dono del cielo

5 ) finalmente gli uomini, grati per i doni ricevuti dal Cielo, si riuniscono nel tempio e offrono il sacrificio del servizio. Nell’unità avviene il vero incontro con il proprio sacro spazio interiore. E’ l’iniziazione, il sentirsi parte del grande disegno universale d’Amore. L’integrazione di Sé, l’individuazione, la realizzazione.

6 ) Anche nel logogramma KI si ripropone la sequenza del cielo, delle nuvole e dell’acqua che questa volta scende ed evapora, tornando al cielo .Quindi lo scopo o l’intenzione finale è nel ritorno alla fonte cioè all’uno..

7 )Questo segno rappresenta un chicco di riso che si trova al centro del nostro essere, e simboleggiare l’essenza Divina dell’uomo il suo vero nutrimento, il seme è nato grazie alle nuvole, alla pioggia, all’energia del sole, alla luce, e nutre cosi la nostra vera essenza.

C’è un Reiki migliore di un altro?

C’è un Reiki migliore dell’altro?

Che sia tradizionale giapponese piuttosto che occidentale o altro, Reiki funziona.
L’Energia Universale infatti è una sola, così come gli effetti che produce sono gli stessi in ogni tecnica.

Possono esserci differenze di sensibilità o di capacità nel convogliare l’energia, ma se Reiki è praticato con amore, funziona sempre.

C’è però un caso, come ha spiegato il Rev. Inamoto nelle sue conferenze in Italia, dove l’operatore non usa Reiki, ma attinge alla propria energia. Questo avviene quando chi pratica reiki non si abbandona completamente all’Energia Universale, ma inserisce il proprio ego e la propria volontà. Da questo punto di vista le discipline giapponesi enfatizzano molto il concetto di abbandono. Quando praticavo lo scambio Reiki a Kyoto con gli altri allievi del Rev. Inamoto, la cosa che più mi aveva colpito era che nessuno era concentrato sul trattamento, non c’era un ambiente silenzioso o mistico. Si parlava e si scherzava tra di noi, mentre si tenevano le mani appoggiate sulla persona trattata. Questo serviva per impedire al nostro ego di intromettersi nel fluire libero dell’Energia, ed è quello che spiego e consiglio alle persone che mi chiedono in che modo praticano Reiki i giapponesi.

“Fonte” http://www.chiaragrandi.it/home_page_REIKI/stile_migliore.htm
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“Dovremmo fare della pratica un modo naturale, spontaneo,  di prenderci cura di noi stessi, dobbiamo lavorare ogni giorno della nostra vita, non importa cosa ti porta il processo di guarigione, vivilo proprio come le persone vanno al lavoro ogni giorno, con la pioggia o con il sole”.

Cit.https://www.komyoreikiiglesias.it/386-2/

In evidenza

Cos’ è il reiki?

靈氣 – 霊 気 – レ イ キ Reiki

Reiki è un termine giapponese.

[靈] Rei significa qualcosa di miracoloso, etereo, trascendente e sacro.

[氣] Ki significa nell’atmosfera o qualcosa di sottile o l’energia dell’universo.

Il Reiki è soprattutto un’esperienza personale difficile da spiegare, possiamo dire che l’unico modo per comprenderlo è farne esperienza. Potremmo dire che è l’energia che permea tutte le cose, la fonte che sostiene la vita.
Un’energia neutra trascendentale e sacra ed è proprio per questo che gli si attribuisce un potere di guarigione attraverso un processo di riequilibrio energetico completo “olistico”.
L’obiettivo finale è raggiungere la pace interiore o Anshin Ritsumei.
Il Komyo è uno degli stili di Reiki che riporta il messaggio originario di Mikao Usui il suo fondatore.
Semplice ed accessibile a tutti non richiede attitudini o qualità particolari ma solo il desiderio di sperimentarlo
Se questo articolo vi ha incuriositi e desiderate accedere anche voi all’energia del Reiki date un’occhiata alla nostra pagina Incontri aperti troverete tutte le informazioni necessarie e se desiderate scoprire di più navigate attraverso il nostro menù.

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Il Komyo ReikiDo

Il Komyo ReikiDo  è una disciplina giapponese oggi presente anche in Italia.

Nasce dalla volontà del suo fondatore, il Rev. Hyakuten Inamoto, di riportare la disciplina Reiki verso la tradizionale spiritualità del metodo originario di Mikao Usui, secondo il quale era necessario migliorare il proprio stato spirituale per salvaguardare il proprio stato fisico.

Da diversi anni il Rev. Inamoto è impegnato affinché tutti possano conoscere il Reiki dalla tradizione giapponese.
E qui vi riporto a Komyo ReikiDo Italia fondato  grazie a Chiara Grandi, prima allieva italiana del Rev. Inamoto. Il suo intento è quello di diffondere anche nel nostro paese l’insegnamento del Maestro, mantenendone intatto e puro il messaggio.

Per ulteriori informazioni condivido il sito della Komyo Reiki Kai Italia